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A Foggia concerto di Capodanno con N.O.I. e Francesca Schiavo

N.O.I. Nuova Orchestra Italiana

Una Piazza Cavour gremita e partecipe ha accolto il Capodanno 2026 a Foggia con la Nuova Orchestra Italiana, che ha intrecciato memoria, identità e spettacolo dal vivo

La serata si è aperta con “Luna rossa”, uno dei brani simbolo del repertorio della Nuova Orchestra Italiana, interpretato da Gianni Conte, scelta fortemente identitaria che ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico, introducendo un clima di eleganza e attesa. A seguire, uno dei momenti più emozionanti dell’evento: il videomessaggio di auguri di Renzo Arbore, rivolto alla sua orchestra e ai suoi concittadini foggiani. Arbore si è detto felicissimo che la sua orchestra suonasse proprio a Foggia, la sua città natale, esprimendo orgoglio e commozione per questo ritorno ideale a casa, e ha sottolineato quanto sia per lui motivo di grande soddisfazione vedere l’orchestra continuare a portare in giro la musica costruita insieme in oltre trent’anni di lavoro comune.

Un saluto caloroso e sentito, accolto da un lungo applauso, che ha ribadito il legame profondo e mai interrotto tra Arbore e Foggia, rafforzato anche dal progetto, da lui fortemente voluto, di un museo permanente “Casa Arbore”, destinato a custodire e raccontare la sua straordinaria storia artistica. Subito dopo, l’omaggio a Renato Carosone, maestro e riferimento imprescindibile per l’orchestra, con una trascinante “Maruzzella”, valorizzata da arrangiamenti brillanti e da una pulsazione percussiva vivace, capace di esaltare il carattere ironico e popolare del brano. Con “Era de maggio” si è entrati in una dimensione più lirica e raccolta: l’unione delle voci di Gianni Conte e Francesca Schiavo, sostenuta dalla magia dei mandolini e dei cori, ha regalato uno dei momenti più eleganti ed emozionanti del concerto. È stata quindi presentata Francesca Schiavo, tornata sul palco nel suo ruolo di cantante, che ha interpretato una “Passione” carica di pathos e misura espressiva, segnando uno dei passaggi simbolicamente più rilevanti dell’intera serata. A seguire, “Chella llà”, interpretata da Marco Manusso, anticipata da un divertente assolo country, perfettamente coerente con il mood del brano.

Il primo tempo si è concluso con l’intramontabile “’O surdato ’nnammurato”, cantata coralmente in un clima di grande partecipazione, poco prima del brindisi di mezzanotte. Dopo l’arrivo del nuovo anno, la ripresa è stata dirompente con “’O sarracino”, brano in cui ha spiccato Giordano Esposito, figlio del compianto Beniamino Esposito, entrato da due anni a far parte del gruppo nel ruolo che fu del padre, raccogliendone con rispetto e personalità l’eredità artistica. Il concerto è proseguito con “’A ’nzalata ’e mare”, brano scritto proprio da Beniamino Esposito e reso celebre da Arbore e dall’orchestra. Con “Voce ’e notte”, affidata a Francesca Schiavo, la serata ha assunto una tonalità notturna e suggestiva, restituendo tutta la profondità emotiva della tradizione napoletana. È stata poi la volta di “Guaglione”, con Giovanni Imparato, che ha dato prova del suo inconfondibile estro vocale e percussivo. Spazio poi a “Pigliate ’na pastiglia”, impreziosita da uno splendido assolo pianistico di Massimo Volpe, arrangiatore e direttore dell’Orchestra, che ha messo in luce raffinatezza, ironia e virtuosismo musicale.

Grande energia anche in “Cocorito”, interpretata da Giordano Esposito, arricchita dagli assoli percussivi di Peppe Sannino e Giovanni Imparato, insieme alla batteria di Roberto Ciscognetti, in un crescendo ritmico di forte impatto. Il concerto si è concluso con un finale travolgente: prima il rock energico di “Comme facette mammeta”, quindi la tarantella festosa di “Aummo aummo”, che ha trasformato Piazza Cavour in una grande danza collettiva, salutata da lunghi e convinti applausi. Il gruppo è composto da: l’appassionato canto di Gianni Conte, la seducente voce di Francesca Schiavo, i virtuosismi vocali e ritmici di Giovanni Imparato, la voce identitaria e la chitarra di Giordano Esposito, la direzione orchestrale, il pianoforte e la voce di Massimo Volpe; le chitarre e le voci di Michele Montefusco, Marco Manusso e Nicola Cantatore; le percussioni e la voce di Peppe Sannino; la batteria e la voce di Roberto Ciscognetti; il basso e la voce di Massimo Cecchetti; gli struggenti e festosi mandolini e le voci di Raffaele La Ragione, Salvatore Esposito e Salvatore Della Vecchia.

Il Concerto di Capodanno 2026 della N.O.I. – Nuova Orchestra Italiana si è confermato non solo come un grande evento musicale, ma come un autentico momento di identità collettiva, memoria condivisa e festa, impreziosito dal ritorno di Francesca Schiavo e dal filo ideale che continua a legare Foggia, Renzo Arbore e la sua orchestra.