Custodi della memoria, nato dalla collaborazione tra Teatro Franco Parenti, Fondazione Ravasi Garzanti e Fondazione Banca Popolare di Milano, arriva anche nelle sale del Teatro Franco Parenti
Lunedì 17 novembre alle ore 18.30, nel Foyer del teatro, otto protagoniste — Lida Bernardoni, Valeria Caiani e Patrizia Leva, Mariuccia Conca, Rachele Mandelli, Ida Ori, Francesca Recrosio e Gabriella Valassina — daranno voce e volto a un nuovo capitolo del progetto.
In un tempo che dimentica in fretta, queste donne custodiscono la memoria come un atto di resistenza. Nei loro video-ritratti e nei racconti dal palcoscenico, Milano torna a essere viva: città di solidarietà, coraggio e comunità.
Dalle case popolari di viale Lombardia al quartiere Lambro-Cimiano, dagli orti della Cascina Campazzino alla Darsena dei Navigli, dal Corvetto alla parrocchia di Santa Maria di Lourdes, ogni voce riaccende un frammento di umanità condivisa.
Sono storie di volontariato e di impegno civile, di donne che hanno attraversato guerre, ricostruzioni, trasformazioni urbane e sociali, e che continuano a credere nella forza del fare insieme: testimoni di una città che sa prendersi cura.
I loro volti e le loro parole diventano così un argine contro l’oblio e un invito a ricordare che il futuro nasce solo da ciò che non abbiamo dimenticato.
IL PROGETTO
A cura di Lorenzo Vitalone, Associazione Pier Lombardo,
riprese e montaggio video Yuri Locatelli (Municipio 3), Alberto Sansone (Municipio 5)
Si ringrazia Municipio 3, Municipio 4, Municipio 5.
Custodi della Memoria è un progetto di raccolta e valorizzazione delle storie di donne e uomini che, giunti a una grande età, continuano a essere testimoni attivi della vita sociale, culturale e solidale dei quartieri milanesi. C’è chi difende la memoria dei luoghi, chi si prende cura delle persone, chi continua a tenere insieme generazioni diverse.
Storie personali, patrimonio urbano e memoria collettiva, si intrecciano restituendo l’immagine di una Milano che cresce grazie all’impegno di chi non ha mai smesso di “fare per gli altri”.
Attraverso incontri, video-interviste e testimonianze dirette, il progetto restituisce una narrazione corale della città di Milano vista dal basso: un mosaico di memorie personali intrecciate con l’impegno civico, la solidarietà e la cura del bene comune. Un progetto sulla memoria viva, non solo un archivio di ricordi, ma un viaggio nel presente: un modo per riconoscere e valorizzare gli anziani come testimoni attivi di una città solidale, che attraverso il loro esempio trasmettono alle nuove generazioni i valori di partecipazione, cura e appartenenza.
Noi siamo quel che ricordiamo e nel vissuto di una storia diventiamo attori, narratori, protagonisti di piccoli e grandi episodi che diventano la trama sociale di epoche e momenti passati. È importante non disperdere il senso di quel che è stato con la sua ricchezza di esperienze, cultura e socialità, per dare alla memoria un ruolo diverso dalla nostalgia: un ruolo utile al futuro delle nuove generazioni e un argine difensivo al dilagare delle fake news. In un tempo che pratica la distruzione del passato e la rimozione dei fatti, i custodi della memoria sono un antidoto all’oblio e un invito a pensare.
Con le testimonianze raccolte dal Teatro Parenti sembra di leggere un giornale vivente, il racconto intimo di una Milano che alimenta sogni e speranze tra lavoro, fatiche, illusioni e delusioni. Video e interviste creano una trama unica, che nessuna intelligenza artificiale potrebbe ricostruire. Essere custodi della memoria vuol dire mantenere saldi i principi che creano comunità, sapendo che il passato non si può correggere ma il futuro (forse) sì. Giangiacomo Schiavi.

