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FOQUS: Il laboratorio della città nuova” di Renato Quaglia

Un modello di rigenerazione urbana che trasforma Napoli e parla al futuro delle nostre città

Come si costruisce una città nuova partendo dalle sue ferite?
Quale futuro può avere una comunità che abita i margini, quando trova il coraggio e gli strumenti per reinventarsi?
E che ruolo possono avere educazione, cultura e lavoro nella trasformazione concreta di un quartiere?

A queste domande prova a rispondere Renato Quaglia nel suo nuovo libro, Il laboratorio della città nuova. FOQUS nei Quartieri Spagnoli, pubblicato da Rubbettino Editore, con la prefazione di Roberto Saviano.

Non si tratta di un semplice saggio, ma del racconto appassionato e lucido di un’esperienza reale, collettiva e visionaria: quella della Fondazione FOQUS, nata nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli e capace, in dieci anni, di trasformare un luogo simbolo del disagio urbano in un laboratorio permanente di rigenerazione sociale, economica, educativa e culturale.

Un libro nato dal fare, e dal pensare mentre si fa

Renato Quaglia – project manager, analista OCSE, docente di Economia della cultura e figura chiave nella progettazione culturale italiana ed europea – dirige oggi la Fondazione FOQUS. In questo libro racconta dall’interno un percorso che ha coinvolto cittadini, istituzioni, operatori, attivisti, imprese, scuole, e che ha preso forma giorno dopo giorno, tra errori, conquiste, ostacoli e nuove visioni.

Il progetto FOQUS nasce nel 2013 dall’intuizione di una scuola speciale – quella fondata da Rachele Furfaro – che ha scommesso sulla centralità dell’educazione come leva di emancipazione e crescita. Oggi FOQUS è un ecosistema vivo, composto da oltre venti imprese culturali, educative e sociali, un polo di formazione con nidi e scuole per oltre mille bambini, laboratori per giovani, incubatori d’impresa, spazi di coworking, iniziative di inclusione, arte pubblica e sostenibilità ambientale.

Quaglia, che ha diretto il Napoli Teatro Festival e la Biennale di Venezia, osserva qui il quartiere non da teorico o da ospite, ma da protagonista e testimone. Il suo sguardo si allarga a molte esperienze internazionali di rigenerazione, tracciando un modello replicabile in tutte le periferie urbane italiane ed europee.

Un’opera che interroga le politiche pubbliche

Il libro pone due questioni cruciali: Come vengono rese disponibili le risorse necessarie al lavoro sociale? Cosa occorre per dare prospettiva e durata alle esperienze efficaci?
La risposta di Quaglia è chiara e radicale: occorre superare la dicotomia pubblico/privato, per costruire un “terzo modello” – una nuova alleanza tra Stato e innovazione sociale. Un’architettura istituzionale che riconosca, selezioni e sostenga progetti come FOQUS, evitando sprechi, frammentazioni e paternalismi.

Perché, come ricorda Saviano nella sua prefazione, FOQUS è la prova vivente che un’altra città è possibile: inclusiva, partecipata, felice. Una città che rinasce non da imponenti piani urbanistici, ma dalla cucitura paziente delle relazioni, dal lavoro quotidiano, dal coinvolgimento delle comunità.

FOQUS: un progetto partito da Napoli, ma che guarda al mondo

Da Scampia allo Zen, da Corviale a Quarto Oggiaro, le periferie urbane sono spesso percepite come luoghi da abbandonare o temere. Ma – scrive Quaglia – proprio qui si concentra oggi il potenziale di trasformazione più autentico: “Il futuro è qui. Può ripartire solo da qui”.

E FOQUS ne è una prova concreta. In dieci anni ha rigenerato un grande complesso abbandonato nel centro storico di Napoli; ha creato lavoro e impresa nei settori culturali e sociali; ha generato reti tra scuole, artisti, cittadini, università, istituzioni, aziende; ha offerto formazione e inclusione a donne fragili, migranti, giovani disoccupati; ha promosso pratiche sostenibili, tra orti urbani, riciclo, ecodesign e la prima scuola ambientale della città.
Un’esperienza che dimostra come la fragilità possa diventare una risorsa, se accompagnata da una visione, strumenti adeguati e volontà condivisa.

Un libro per chi crede in una città nuova

“In certe periferie si cerca di sfuggire al destino di esserci nati, ma una via di uscita c’è”, scrive Quaglia nelle pagine finali del libro.
Il laboratorio della città nuova è un invito a vedere con occhi diversi luoghi considerati marginali, a riconoscerne la dignità e il potenziale, a immaginare una città fondata non sull’esclusione, ma sulla cura e sulla possibilità.

È un testo fondamentale per amministratori, urbanisti, insegnanti, operatori culturali, studiosi, ma anche per tutti quei lettori che cercano una narrazione concreta del cambiamento, radicata nella realtà e capace di indicare strade nuove.

Renato Quaglia è direttore della Fondazione FOQUS e del progetto di rigenerazione urbana dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Ha diretto il Napoli Teatro Festival Italia, è stato direttore organizzativo della Biennale di Venezia, consulente per progetti di sviluppo culturale in Italia e all’estero, docente e analista per l’OCSE. È stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dalla Repubblica Francese.