L’Ateneo più grande d’Europa inaugura il nuovo cartellone con una serata speciale: Omaggio a Bob Wilson (1941-2025), figura cardine del teatro contemporaneo, capace come pochi di ridefinire lo sguardo, il tempo e lo spazio della scena
Il dialogo inaugurale vedrà Giorgio Barberio Corsetti confrontarsi con Aleksandra Jovicevic e Marta Marchetti, in un incontro che non è semplice celebrazione, ma occasione per riflettere su ciò che l’opera di Wilson continua a rappresentare oggi: un teatro che rompe i confini della rappresentazione tradizionale e diventa linguaggio visivo, architettura della luce, coreografia del pensiero.
Wilson non ha mai cercato di spiegare il mondo, ma di metterlo sotto una luce diversa. I suoi spettacoli sono visioni in cui il gesto più piccolo acquista densità, il silenzio diventa sostanza e lo sguardo è chiamato a ripensarsi. La sua eredità vive nella capacità di restituire al pubblico una percezione altra della realtà: rallentata, sospesa, capace di far emergere il non detto, il nascosto.
Aprire la stagione con un omaggio a Bob Wilson significa per il Nuovo Teatro Ateneo riaffermare la propria identità: uno spazio di ricerca, di sperimentazione, di incontro tra università e città. Non un semplice teatro, ma un luogo dove le domande – quelle vere, spesso scomode – trovano forma artistica e diventano occasione di confronto.
Questa seconda stagione, la prima sotto la direzione tecnico-artistica di Velia Papa, raccoglie infatti l’eredità della grande tradizione teatrale della Sapienza e la proietta in una dimensione internazionale, intrecciando artisti, linguaggi e storie che affrontano i nodi del presente. L’omaggio a Wilson diventa così la chiave per entrare in un programma che non si limita a presentare spettacoli, ma costruisce un percorso: dal mito alla memoria, dalla tragedia greca al teatro partecipativo, dalla danza al racconto civile.
Il Nuovo Teatro Ateneo si conferma così un presidio culturale vivo e necessario: un luogo in cui parola, corpo e immagine non sono mai solo rappresentazione, ma strumenti di dialogo con la realtà.

