In relazione alle notizie e dichiarazioni che circolano sui media in merito al presidio delle guide private a Pompei, il Parco Archeologico chiarisce quanto segue
Il presidio all’interno del sito nasceva nel 2010 in una situazione emergenziale per regolamentare l’interazione tra visitatori e guide private, che agiscono in proprio e sono in possesso della rispettiva abilitazione. Da allora la situazione è profondamente cambiata: l’emergenza è stata superata.
Nel 2018 anche l’Antitrust aveva contestato le postazioni di Pompei e di altri siti, che sono di seguito state eliminate, lasciando il presidio di Pompei quale unico rimanente di questo genere. Inoltre, i musei e parchi archeologici svolgono, per legge (art. 117 Codice dei Beni Culturali), anche servizi culturali e di didattica, sia tramite figure professionali ministeriali, come gli Assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza, sia tramite partnership e contratti di concessioni, che seguono sempre rigide procedure di selezione ed evidenza pubblica.
In generale, soprattutto a seguito della pandemia Covid-19, la richiesta per il servizio è molto calata, in quanto molti visitatori arrivano già con la guida prenotata online o tramite un’agenzia. Il libero esercizio della professione di guida sotto questa e altre forme è tuttora garantito, come in tutti gli altri siti culturali e archeologici.
Al tempo stesso, a Pompei si è assistito a un moltiplicarsi di lamentele legate al presidio delle guide private all’interno del sito (mancanza di trasparenza, scarsa qualità della visita e delle conoscenze linguistiche dichiarate, mancanza di fatturazione fiscale), su cui però il Parco, nonostante varie interlocuzioni con le persone interessate, non è potuto intervenire in maniera risolutiva, essendo le guide liberi professionisti a tutti gli effetti, di cui solo una parte afferisce a varie associazioni di categoria che possono fungere da interlocutori.
Il Parco, dunque, veniva identificato con un servizio privato che in realtà esondava dalle sue competenze e la cui presenza all’interno del sito – nonché i costi a carico dell’ente pubblico – appariva oramai priva delle necessarie condizioni per il rilascio di spazi pubblici a operatori privati.
Il nuovo regolamento del Parco deliberato dal Consiglio di Amministrazione nel 2025, nel recepire le varie evoluzioni giuridiche e culturali del settore, pertanto, non prevede più il presidio all’interno del sito. Intanto, il Parco si è attrezzato per garantire un servizio didattico per il pubblico, senza precludere in tal modo la presenza di guide private all’interno del sito, superando così un’anomalia e adeguando l’assetto del servizio didattico e di visite guidate a quello di altri musei e parchi nazionali e internazionali.
Per i visitatori, ciò non si traduce in nessun modo in un’interruzione di un servizio pubblico, bensì in una maggiore trasparenza nell’affrontare la scelta dell’offerta culturale tra pubblico e privato di cui si vuole usufruire.

