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Il Sabato della Fotografia: incontro con Giulio Piscitelli il 7 marzo

7 marzo Piscitelli

Proseguono gli appuntamenti in Sala Assoli Moscato di “Il sabato della fotografia”, rassegna dedicata al linguaggio fotografico a cura di Pino Miraglia

Sabato 7 marzo 2026 ore 11:30 | Anime erranti (l’epopea dei migranti dalle guerre ai CPR) incontro con Giulio Piscitelli

Conflitti e flussi migratori, nuovi nazionalismi, unitamente alla crisi climatica, sono alcune delle cause della disfunzione del sistema globale che il sistema internazionale fa fatica a gestire e prevenire.E’ il focus di discussione dell’incontro del Sabato della fotografia del 7 marzo attraverso il lavoro sul campo del fotoreporter Giulio Piscitelli.

Primo appuntamento di marzo con il Sabato della fotografia con il racconto personale e professionale di uno dei grandi fotoreporter italiani che testimoniano gli eventi cruciali del nostro tempo nel mondo. Il lavoro di Giulio Piscitelli, sulle diverse angolazioni dell’immigrazione, è un percorso fotograficamente potente e storicamente esaustivo che non si ferma al singolo evento, alla singola situazione, ma è un’analisi accurata sul grande problema della disfunzione del sistema globale ormai in atto implacabilmente da diversi decenni.

Dai conflitti in Medio Oriente, in Africa, nei Balcani migliaia di persone si spostano in cerca di situazioni di vita migliori rischiando la rimozione della propria identità verso un futuro incerto e la propria stessa vita. Piscitelli ci fa conoscere bene le tappe di questo grande esodo, dal deserto, al mare, alle frontiere, ai cpr e il suo racconto non è solo testimonianza ma anche partecipazione, condivisione empatica che lo porta ad essere quasi egli stesso un migrante tra migranti.

Parte di questo ampio e sfaccettato lavoro si è concretizzato nel volume e nella mostra fotografica dal titolo “Harraga” che da diversi anni fa tappa a vari festival internazionali.

Giulio Piscitelli è un fotografo documentarista che si occupa di migrazioni, conflitti e crisi umanitarie con un approccio di medio e lungo termine. Dal 2010 lavora come freelance, documentando il Kosovo del dopoguerra, la cura dell’HIV negli slum di Nairobi e le rotte migratorie dal Nord Africa all’Europa. Dal 2013 al 2023 è stato fotografo dell’agenzia Contrasto, collaborando con testate internazionali come Time, Stern, The New York Times, Internazionale e La Repubblica. Dal 2019 collabora regolarmente con De Volkskrant. Ha lavorato in diverse aree di conflitto, tra cui Siria, Iraq, Ucraina, Libia, Afghanistan e Nagorno-Karabakh. Il suo progetto a lungo termine Harraga, dedicato ai viaggi dei migranti verso l’Europa, è confluito nell’omonimo libro (Contrasto Books, 2017) e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il World Report Award, il Premio Ponchielli e il POYi World Understanding Award. È stato inoltre finalista all’Eugene Smith Grant e al Leica Oskar Barnack Award. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale, tra cui a Visa pour l’Image e War Photo Limited. Oltre al lavoro fotografico, svolge attività di docente e relatore presso università, festival e scuole di fotografia, utilizzando la narrazione visiva per sensibilizzare sui principali temi globali contemporanei.