Un debutto che porta il nome stesso dell’artista e va oltre il semplice esordio: la fotografia sincera di un musicista che, dopo un lungo percorso, sceglie di mettersi in gioco con la propria voce e la propria visione
Link: https://open.spotify.com/intl-it/album/3aXoNHUixHtAJ9znKAaT2i?si=xH_uF-HmRw28_YXV1T_bKA
Composto da undici tracce, l’album affonda le mani nel vissuto di Sasio: il lavoro da muratore, l’amore e l’odio per Napoli, la vita nella penisola flegrea, la passione viscerale per la musica. In un continuo alternarsi di italiano e napoletano, l’artista racconta la rabbia, la perdita, la speranza e la ribellione. Ne nasce un universo di contrasti, capace di toccare corde intime nei momenti più introspettivi e di esplodere in un grido collettivo nei brani più diretti, dove la denuncia sociale si fa canto di resistenza.
Il disco, scritto e prodotto insieme a Giulio Ragno Favero, segna l’inizio di una nuova fase creativa. Dopo i quattro album pubblicati con i Sula Ventrebianco tra il 2007 e il 2017 (Ikebana Records/Goodfellas) e una lunga attività live nei principali festival e club italiani – con riconoscimenti come Italia Wave, Primo Maggio Taranto e MarteLive Italia – Sasio intraprende un percorso più intimo e radicale.
“Sasio” esplora territori sonori inediti: dalle trame elettroniche più ruvide alle atmosfere dal respiro cinematografico, fino agli echi degli anni ’90 riletti con una sensibilità contemporanea. Un disco potente e diretto, fatto di carne e coscienza, che nasce dall’esperienza personale e si trasforma in racconto collettivo: un viaggio dentro la parte più nuda, ferita e tenace dell’essere umano.
L’uscita è accompagnata dalla pubblicazione del video di “Invincibile”, focus track del disco: https://youtu.be/wTJaDnNk9uY?si=IDuB5qitaVMpGcBR
Tracklist dell’album
01 – Invincibile (focus track)
02 – Perfetto
03 – Vincent
04 – Celeste
05 – Re Mida
06 – Grenouille
07 – Akasaka
08 – Phoenix
09 – Nfunn
10 – Cristallo
11 – Fragili ossa
Il Disco, traccia per traccia
INVINCIBILE: è un pezzo che unisce rabbia e lucidità, cantato in napoletano. Il testo scava nella società contemporanea: l’abitudine alla violenza, all’indifferenza, alla menzogna, a una guerra che ci sembra lontana solo perché non ci tocca da vicino. Invincibile mette in discussione la convinzione che essere forti significhi spegnere coscienza e sentimenti, restituendo immagini dure e simboliche – la famiglia che perde valore, la politica ridotta a brandelli, i bambini che muoiono ogni giorno nell’indifferenza generale, mentre continuiamo a sentirci al sicuro. Il dialetto si intreccia con l’italiano e amplifica il senso di urgenza e ribellione. Animali e piante che prendono voce diventano metafore vive, un atto d’accusa e insieme un grido di resistenza. Invincibile è un avvertimento: ci stanno abituando a tutto e il tempo sta per scadere. L’unico rifugio resta il cuore.
PERFETTO: strade, silenzi, mani fredde e sogni che crollano come tetti sotto la pioggia. “Crireme e vien appriesso a me” – fidati, seguimi – è il messaggio al centro del brano: un invito a non mollare, a cercare un senso anche quando tutto sembra perduto. Un flusso di parole non per colpire, ma per accarezzare. Un ballo tra la luce e il buio, tra l’anima e l’animale. È la voce di chi vive a denti stretti ma non smette di cercare l’amore. Una confessione, una guerra.
VINCENT: nasce intimo e fragile, con una chitarra acustica che apre il cammino, per poi crescere fino a un’esplosione elettronica e viscerale. Il testo in napoletano è un grido di libertà: “Vulesse a libertà e pute’ sbaglià” — il cuore della canzone, tra rabbia e bisogno d’amore. Un suono ruvido e moderno, sospeso tra cantautorato napoletano e atmosfere dark elettroniche. Un brano che richiama la tensione degli Afterhours e la malinconia urbana di Iosonouncane, restando profondamente personale.
CELESTE: è un canto d’amore che resiste al tempo e alle difficoltà. Tra immagini potenti e intime, racconta la paura di perdere e il desiderio di restare, la fragilità di chi trema e la forza di chi corre per salvarsi. È un dialogo tra due anime che si cercano nella tempesta, trovando nell’amore l’unico riparo possibile.
RE MIDA: è uno dei lati più oscuri del disco, un brano che affonda nei veleni dell’avidità e della corruzione, dove l’oro diventa maledizione e la libertà una ferita aperta. Tra rabbia e disincanto, la voce si scaglia contro chi vive solo per possedere, contribuendo in maniera irreversibile a distruggere questo mondo, a discapito di tutti. Un pezzo che non fa sconti e racconta il prezzo amaro del potere.
GRENOUILLE: è un brano intimo e struggente, dedicato a una bambina che la morte ha portato via troppo presto. Convivono la dolcezza di una ninna nanna e il dolore della perdita, trasformati in un ricordo che resta vivo attraverso la musica.
AKASAKA: è una canzone che non cerca consolazioni. Qui la voce racconta la fatica di crescere tra promesse mancate, illusioni finite e la rabbia di chi si è sentito dire di accontentarsi delle briciole. Ma dentro la disillusione c’è anche un amore che resiste, che diventa scelta e dedizione assoluta. L’importanza ancora oggi di continuare a credere in qualcuno.
PHOENIX: è una confessione nuda, un canto che attraversa la malinconia e la paura fino a trasformarle in resistenza. Il testo mette a fuoco il peso del passato e la difficoltà di rialzarsi, ma anche la necessità di dire basta e ricominciare. Una canzone che brucia dall’interno e lascia il segno, cicatrice che diventa nuova pelle.
NFUNN: è la canzone più feroce del disco: parla di immigrazione, di corpi che affondano in mare, di viaggi disperati che finiscono in tragedia. Non c’è retorica, solo rabbia e dolore per una realtà che troppo spesso resta invisibile. È un brano che mette davanti agli occhi ciò che molti preferiscono non vedere, con parole taglienti e senza compromessi.
CRISTALLO: racconta l’abbandono e le ferite lasciate da un padre assente. È la voce di chi è cresciuto senza guida, e insieme l’immagine di un padre simbolico con mille figli mai cresciuti. Una canzone che parla di solitudine, di mancanza e del peso delle responsabilità negate, trasformando quel vuoto in un modo di vivere.
FRAGILI OSSA: mette in scena un mondo fatto di inganni, corruzione e fantasmi quotidiani. C’è chi sopravvive con poco, tra fatica e solitudine, mentre attorno brucia tutto. Dentro al testo si riconosce anche l’eco delle morti bianche, quelle vite spezzate sul lavoro che restano troppo spesso senza giustizia e senza memoria. Una canzone che fotografa la fragilità umana e la precarietà della vita, che si consuma come una candela.
Sasio: Biografia
Sasio è lo pseudonimo di Salvatore Carannante (Napoli, 1984), già frontman dei Sula Ventrebianco, con i quali ha pubblicato quattro dischi tra il 2007 e il 2017 (Ikebana Records/Goodfellas), calcando i palchi di tutta Italia — dai festival ai club — e aggiudicandosi numerosi riconoscimenti, tra cui Italia Wave, Primo Maggio Taranto e Marte Live Italia.
Sospesa l’attività con la band partenopea, intraprende il suo primo progetto solista, collaborando con Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori) alla creazione di brani che aprono una nuova stagione di esplorazione e sperimentazione musicale.
Il lavoro di Sasio si muove tra un’elettronica ruvida e atmosfere più cinematografiche, con sfumature che evocano gli anni ’90 senza risultare retoriche. I testi — intrisi di rabbia, speranza e ribellione — raccontano il mondo in cui l’artista è cresciuto: il mestiere di muratore, la passione per la musica, la splendida penisola Flegrea e una Napoli tanto amata quanto sofferta. Un universo di luci e ombre che cattura fin dal primo ascolto, sia nei brani più intimisti, cantati in un italiano quasi sussurrato, sia in quelli in napoletano, dove la voce di Sasio diventa più diretta e tagliente, puntando il dito contro le verità amare di un’esistenza che, in un modo o nell’altro, tutti finiamo per accettare.
Il 24 ottobre 2025 esce il suo primo disco, “SASIO”, anticipato dal singolo e video “Perfetto” e dal singolo “Vincent”, e accompagnato dal video di “Invincibile”.

