Con il nuovo spettacolo parte al Teatro Colosimo di Napoli, nuova sede stabile, il nuovo capitolo della Scuola Elementare del Teatro. Dal 16 novembre i laboratori gratuiti del Teatro delle Persone
Ci sono favole che non iniziano con “C’era una volta”, ma si raccontano al presente. I loro eroi sono persone fragili, capaci come nessun altro di trasmettere da un punto di vista diverso la magia e le emozioni della vita. Sono favole in cui i sogni, con un ostinato coraggio e una politica attenta, riescono prima a fermare il tempo e poi a diventare realtà.
È la storia della “Scuola Elementare del Teatro-Conservatorio Popolare per le Arti della Scena”, diretta dal regista, drammaturgo e pedagogista Davide Iodice. La Scuola inizia ora un nuovo corso al Teatro Colosimo di Napoli, la sede stabile assegnata a luglio. L’assegnazione è avvenuta su iniziativa dell’assessore alla Cultura della Regione Campania, insieme agli assessori alle Politiche Sociali e al Patrimonio e d’intesa con la Città Metropolitana di Napoli.
Il Teatro delle Persone
Grazie al finanziamento della Regione Campania e a una gestione condivisa tra più enti, la nuova sede permetterà di sviluppare tutte le attività del sistema pedagogico di arte e partecipazione gratuita della Scuola. Non a caso, il sistema si chiama Teatro delle Persone. Fanno parte della rete il Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival. Collaborano inoltre F.O.R.G.A.T. ODV, la Fondazione Eduardo De Filippo, Interno5 e l’Asilo-Comunità di lavoratrici e lavoratori dell’arte, della cultura e dello spettacolo.
La Scuola è un conservatorio popolare con diversi cicli di laboratori. Da sempre si rivolge in particolare a persone con disabilità fisiche e intellettive o in situazioni di fragilità sociale ed economica. Oggi accoglie 250 persone tra cicli pedagogici e progetti speciali. Per gli organizzatori è il riconoscimento del valore pubblico di un luogo di ricerca e formazione permanente, costruito sulla cooperazione e sull’autonomia creativa. È uno spazio per chi è spesso ignorato dal dibattito politico: quelli che il comunicato chiama gli «acrobati del vivere», capaci di muoversi in un mondo che sembra fatto apposta per escluderli.
“Alice o il mondo alla rovescia”
Proprio gli allievi saranno i protagonisti di “Alice o il mondo alla rovescia”, lo spettacolo ideato e diretto da Davide Iodice, presentato come studio nell’ambito delle celebrazioni per Napoli 2500. Il debutto è venerdì 6 novembre alle 21 al Teatro Colosimo, con repliche sabato 7 alla stessa ora e domenica 8 alle 18. Il 10 novembre, poi, lo spettacolo sarà al teatro Piccinni di Bari.
L’attesa è alta, anche per lo straordinario successo di “Pinocchio, cos’è una Persona?”, il precedente lavoro della compagnia formata dagli allievi della Scuola, che nel 2024 ha vinto il premio Ubu e quello dell’Associazione Nazionale dei Critici. Questa volta l’ispirazione passa da Collodi a Lewis Carroll. Al centro ci sono il confine e la scelta tra possibile e impossibile, tra le convenzioni della realtà e la libertà senza limiti della fantasia, tra un’identità frammentata e una che si risveglia intera. Il segreto, come sempre, è «circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie».
I laboratori
Il laboratorio “Vocazione” usa il teatro come strumento di conoscenza e di benessere personale e collettivo, per far emergere talenti, linguaggi, attitudini e bisogni espressivi e relazionali. “Officina”, aperto a gruppi informali e compagnie, mette in contatto lavoratori e lavoratrici dello spettacolo per costruire una comunità. “Corpo unico” è dedicato alla danza e alla comunicazione non verbale, per persone con e senza disabilità che vogliono sperimentare le proprie possibilità espressive e trasformare il limite in un’opportunità.
La musica come forma di relazione sociale è al centro di “Orchestra” e “Musicaria”. I due laboratori puntano a creare un’orchestra eterogenea e a coltivare passioni, anche costruendo strumenti originali con materiali di riciclo e tecnologie contemporanee. “Invisibile”, rivolto soprattutto a persone non vedenti e ipovedenti, esplora percezione, immaginazione, presenza e relazione con il teatro sensoriale. “Tutto il mondo è paese”, infine, è un laboratorio interculturale per ragazze e ragazzi italiani e stranieri tra i 15 e i 25 anni, in cui le differenze di lingua e cultura diventano una risorsa.
I laboratori partono lunedì 16 novembre alle 17 al Teatro Colosimo – il Teatro delle Persone, con “Ascolto”. Il ciclo prevede incontri periodici di sostegno e confronto, per allargare l’attività della Scuola alle famiglie e alle persone che accompagnano ogni giorno gli allievi con disabilità.
Le parole di Roberto Fico
«Conosco bene il valore e l’approccio artistico e sociale di Davide Iodice», dichiara il presidente della Regione Campania, Roberto Fico. «Ho trovato il suo Pinocchio un’opera straordinaria e sono felice che le istituzioni siano riuscite a garantire un luogo stabile in cui possa esprimere la sua visione, dando continuità a laboratori e spettacoli. Non vedo l’ora di assistere alla prima di Alice. In un’epoca in cui gli schermi individuali rischiano di isolarci, l’esperienza teatrale ci permette di ritrovare una dimensione di dialogo autentico, ascolto e confronto. È lo spazio in cui riscopriamo una comunità che abbraccia e include».
«L’inclusione è un cantiere che si costruisce insieme», prosegue Fico. «Tutti devono essere al centro, nessuno ai margini. Le fragilità non sono un limite, ma una ricchezza che genera valore per la nostra società. Come istituzioni abbiamo il dovere morale e politico di costruire e rafforzare percorsi di inclusione e sostegno per i ragazzi e le loro famiglie, accompagnandoli nel delicato passaggio alla vita adulta. E siamo determinati a farlo».
Le parole di Onofrio Cutaia
«L’avvio delle attività della Scuola Elementare del Teatro all’Istituto Colosimo è un traguardo concreto nato da un lavoro intenso e mirato: dall’assegnazione della sede a luglio, passando per la pubblicazione dei bandi e i lavori di rifunzionalizzazione, fino all’apertura effettiva di oggi», dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia. «Ci siamo mossi con rapidità, spinti dalla necessità di dare una dimora stabile, sicura e accogliente a tutti i ragazzi che con passione fanno vivere ogni giorno questo progetto insieme a Davide Iodice. Oggi non inauguriamo semplicemente degli spazi laboratoriali e performativi; restituiamo un punto di riferimento e un futuro a chi vive l’arte come atto di amore e di resistenza».
«È per noi motivo di gioia aprire questo nuovo capitolo accogliendo il debutto napoletano di “Alice”, il nuovo e potente spettacolo di Davide Iodice e dei suoi ragazzi», aggiunge Cutaia. «A Davide va il nostro grazie: la sua visione artistica, la sua umanità e la sua cura instancabile sono il motore che ha reso tutto questo possibile. Questo progetto va oltre l’inclusione: si tratta di una vera e propria rigenerazione umana che può avvenire quando, come in questo caso, l’arte rimette le persone al centro e trova un posto per tutti».
Le parole di Davide Iodice
«È sinceramente difficile trovare le parole per esprimere lo stato d’animo mio e di tutta la comunità della Scuola Elementare del Teatro in questo momento», racconta Davide Iodice. «Lo faccio con i versi di una canzone di De André: “…e sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso”. Abbiamo sognato forte in questi anni. Abbiamo sognato il pieno diritto all’espressione per le tante persone extra ordinarie che animano le nostre attività, abbiamo sognato un luogo dove sentirsi al sicuro e liberarsi dai vincoli di una realtà troppo limitante, un luogo dove potersi emancipare, da cui partire o ri-partire».
«E ora questo luogo sorge grazie alla visionarietà e alla concretezza insieme, di un uomo di teatro che la politica ha saputo per fortuna intercettare, e grazie a una ritrovata coralità di alcune delle più importanti istituzioni culturali del territorio», conclude Iodice. «All’assessore alla Cultura della Regione Campania e al suo Presidente, a tutte le istituzioni impegnate in questo progetto di costruzione comunitaria, va allora il ringraziamento di tutta la Scuola Elementare del Teatro».

