L’associazione dei Comuni montani lancia l’allarme: “Nelle aree alpine e appenniniche l’auto non è un lusso ma una necessità quotidiana. Subito misure fiscali mirate e sconti sulle accise per evitare lo spopolamento”.
L’aumento dei prezzi dei carburanti non colpisce tutti allo stesso modo. A lanciare il grido d’allarme è l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), che denuncia come il caro-pieno pesi in modo esponenziale sulle spalle di famiglie, lavoratori e imprese che risiedono nelle aree alpine e appenniniche.
In montagna, ricorda l’associazione, le distanze sono maggiori, il trasporto pubblico è spesso carente o inesistente e l’automobile rappresenta l’unico strumento per andare al lavoro, a scuola, dal medico o per raggiungere i servizi essenziali. Una doppia penalizzazione fatta di prezzi elevati e di una maggiore necessità di spostamento.
La proposta: una fiscalità territoriale e stop ai bonus generalizzati
Per l’Uncem non basta intervenire sul prezzo medio nazionale alla pompa: occorre introdurre una vera e propria fiscalità territoriale. «Vivere a cinquanta chilometri da un ospedale o da una stazione ferroviaria non è la stessa cosa che averli a pochi minuti da casa – sottolinea il presidente nazionale dell’Uncem, Marco Bussone –. La distanza è un costo, così come la rarefazione dei servizi. Chiediamo al Governo e al Parlamento interventi urgenti, come riduzioni delle accise o meccanismi di compensazione e crediti d’imposta per chi vive e lavora in montagna».
I rischi per l’economia e la transizione ecologica
Il caro-carburanti rischia di mettere in ginocchio l’intero tessuto economico locale, dai piccoli commercianti agli artigiani, passando per le imprese agricole, forestali e turistiche, i cui costi operativi lievitano inevitabilmente a causa dei chilometri percorsi ogni giorno.
Inoltre, l’Uncem mette in guardia sui rischi di una transizione ecologica calata dall’alto: «La transizione non può trasformarsi in una nuova disuguaglianza territoriale. Bisogna offrire alternative reali prima di aumentare i costi di ciò che oggi non può essere sostituito. Un litro di benzina può avere lo stesso prezzo sullo scontrino, ma non ha lo stesso peso nella vita di chi abita in centro città e di chi vive in una valle alpina o in un comune appenninico. Riconoscere le geografie è una questione di equità e di coesione sociale»

