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Chimera Fest, Casertavecchia guarda al Mediterraneo dal 22 al 25 ottobre

Terza edizione del festival di arti, idee e persone promosso da Itinerari Paralleli ETS: oltre 30 appuntamenti gratuiti tra musica, libri, cinema, laboratori, mostre e sapori

Il borgo medievale di Casertavecchia ospita da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026 la terza edizione di Chimera Fest. Il festival mescola linguaggi artistici e territori: concerti, incontri, laboratori, mostre, proiezioni, degustazioni ed esplorazioni. Gli appuntamenti sono più di 30, tutti gratuiti, con artisti, autrici, artigiane, produttori, organizzazioni del territorio e realtà nazionali e internazionali. Accanto ai temi di sempre, accessibilità e sostenibilità, quest’anno lo sguardo è rivolto al Mediterraneo, o meglio al “Nuovo Mediterraneismo”.

Nelle sezioni Parole e Visioni arrivano, tra gli altri, il regista esordiente Alberto Palmiero, l’attore Marco Bonini e le giornaliste, scrittrici e attiviste Annalisa Camilli, Nadeesha Uyangoda, Sabrina Efionayi, Barbara D’Acierno e Marzia Camarda. Sul fronte musicale ci sono le sperimentazioni di Sonic Alliances e Stefano Costanzo, lo sguardo distopico di Blak Saagan e le contaminazioni di NÂR e Tareq Abu Salameh.

Dietro il festival c’è Itinerari Paralleli ETS, un gruppo di professionisti e professioniste che, dopo anni ed esperienze lontano da casa, hanno scelto di riportare qualcosa nel luogo da cui sono partiti. L’edizione 2026 è sostenuta da BPER Banca, Vanessa Sound, PPG Topografica, WAMI Water with a Mission, Pastificio Di Martino e Alta Campania Wine, insieme ai produttori e alle produttrici dei presidi Slow Food e della Slow Wine Coalition in Campania. Il sito del festival è www.chimerafest.it, il profilo Instagram è chimerafest_.

Il “Nuovo Mediterraneismo”

Le prime due edizioni si sono svolte nel 2024 e nel 2025. L’ultima ha registrato in tre giorni 28 eventi e circa 2.500 presenze. Ora il festival punta a crescere, con più contenuti e più occasioni di scambio.

Il tema dell’anno parte da una frase dello storico Fernand Braudel: «Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme». Per gli organizzatori il Mediterraneo non è un solo paesaggio, un solo mare o una sola civiltà, ma una somma di paesaggi, di mari e di civiltà sovrapposte. È una tensione storica, prima ancora che un luogo fisico, che da secoli aiuta a leggere relazioni, conflitti e trasformazioni di un’area molto più ampia dei suoi confini geografici. Il “Nuovo Mediterraneismo” non vuole essere una profezia o un nuovo rinascimento regionale. È piuttosto un invito a rimettere in discussione il proprio sguardo, a favore di una realtà plurale, indisciplinata, non lineare. Dal confronto tra ospiti e pubblico, spiegano gli organizzatori, nascerà un atlante di suoni, parole, immagini e domande, «per allontanare gli spettri di un tempo che sembra isolarci e che invece vogliamo ci liberi».

Le sette sezioni

Il programma è diviso in sette sezioni.

  1. La Musica porta NÂR, Tareq Abu Salameh, Blak Saagan, Sonic Alliances e Stefano Costanzo.
  2. Le Parole sono affidate ad Annalisa Camilli, Nadeesha Uyangoda, Sabrina Efionayi, Marzia Camarda e Barbara D’Acierno.
  3. Le Visioni comprendono “Tienimi Presente”, “The Charcoal Makers of Ikaria Island”, “Yalla Parkour”, le selezioni di TerraLenta Film Festival e Pianeta Mare Film Lab e “Europa. Una barca”, con Marco Bonini.
  4. I laboratori sono curati da Sabrina Efionayi, Sustaria Festival, CleaNap, Riflessi Sonori, Compagnia Morks e TOC2 – Politecnico di Torino.
  5. Le esplorazioni sono guidate dal Laboratorio di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, dal WWF e da Itinerari Paralleli ETS.
  6. Le mostre portano la firma del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, di Heart of Gaza, di Remade Community Lab e di Francesco Leone.
  7. La sezione Sapori coinvolge Alta Campania Wine, Slow Food, Slow Wine Coalition, AIS – Associazione Italiana Sommelier, Forno Greco e Gastronomic Diet.

Completano il programma attività per famiglie, dj set, artisti di strada e stand. Gli organizzatori avvertono che alcuni appuntamenti potrebbero subire piccole modifiche.

Accessibilità e sostenibilità

I due valori guida del festival sono raccolti in un Manifesto, scaricabile dal sito. Per rendere Chimera aperto e accogliente, quest’anno si rafforza la collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Sono previste visite guidate accessibili del borgo. Negli spazi espositivi, inoltre, arriva l’installazione “HIGH TOUCH LIGHT. VEDERE CON LE MANI”, un progetto di ricerca e innovazione di ReMade Community Lab che allarga i confini dell’accessibilità culturale.

La sostenibilità, ambientale e sociale, per il festival non è solo un criterio organizzativo ma un valore culturale. Si traduce in scelte logistiche a basso impatto, nella collaborazione con fornitori e partner attenti all’ambiente e con filiere sostenibili, in linee guida per partner ed espositori e in una sezione del programma dedicata all’ambiente.

Ne fanno parte la selezione di film dal Terra Lenta Film Fest e dal Pianeta Mare Film Festival, due rassegne di cinema e ambiente. C’è poi il laboratorio con CleaNap ETS e Girls4Climate, dedicato alla scienza partecipata e all’adattamento climatico, su tre temi: clima e genere e l’importanza di essere comunità, le disuguaglianze climatiche, il diritto alla città anche d’estate. Infine Scenari Futuri, lo spazio del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici che mostra come potrebbe cambiare il clima nei nostri territori.

La musica

Il percorso musicale va dal maqam all’elettronica, dall’improvvisazione collettiva alla ricerca sul suono. Tareq Abu Salameh, Sonic Alliances, NÂR, Stefano Costanzo e Blak Saagan alternano strumenti acustici ed elettronica, voce e rumore, memoria, distopie e paesaggi sonori contemporanei. Gli artisti arrivano da contesti diversi e le loro esibizioni superano i confini tra generi e discipline. La scelta del festival, infatti, è di proporre la musica come spazio di ascolto e di incontro tra culture, con un’attenzione particolare al legame tra Mediterraneo e sperimentazione.

I concerti si tengono in due luoghi simbolo del borgo, il Duomo di San Michele Arcangelo e la Chiesa dell’Annunziata. L’architettura medievale di Casertavecchia dialoga così con la musica di oggi. Per gli organizzatori, Casertavecchia diventa un luogo di incontro tra sperimentazione, identità, memoria e libertà espressiva, e uno spazio per costruire relazioni tra artisti internazionali, territorio e comunità.

I libri

La sezione Parole tiene insieme giornalismo, letteratura e ricerca sociologica, lessicografica e sociale.

  • Annalisa Camilli porta in scena “Senza perdere la tenerezza”, un monologo su come raccontare il dolore degli altri senza perdere empatia e umanità. È anche un viaggio nel giornalismo d’inchiesta e nella responsabilità di chi racconta il mondo.
  • Marzia Camarda presenta il “Dizionario di genere” (Settenove), un dizionario tecnico di 2417 voci. Il volume nasce per rappresentare le questioni di genere nella loro interezza e per censire in modo sistematico disparità, orientamenti sessuali, identità e fenomeni politici, culturali, economici e sociali che le generano.
  • Nadeesha Uyangoda e Sabrina Efionayi dialogano sui mestieri di cura partendo dai loro libri: “Acqua sporca” (Einaudi), candidato al Premio Strega 2026 e vincitore del Premio Campiello opera prima 2026, e “Padrenostro” (Feltrinelli).
  • Chiude la sezione Barbara d’Acierno con “Lupo giù per terra” (Bompiani), un romanzo di formazione spietato e disarmante. La storia parte dall’Irpinia profonda e dal terremoto del 1980 e arriva nella Roma del 1993, nel Pigneto che cambia. Sullo sfondo ci sono la minaccia dell’HIV e i grandi movimenti politici e sociali di quegli anni, dalla caduta del Muro di Berlino al primo Pride italiano, a Roma nel 1994.

Il cinema

La sezione Visioni cresce di anno in anno, con film documentari e di finzione che raccontano i temi del festival attraverso immagini e drammaturgie sperimentali. Ad aprire Chimera Fest, giovedì 22 ottobre, è il regista “di casa” Alberto Palmiero con il suo primo film, “Tienimi Presente”. Domenica alle 12 è la volta di “Europa. Una barca” di Melania Maccaferri, un viaggio mitico, intimo e politico alla ricerca delle origini e del senso dell’Unione Europea, alla presenza dell’attore protagonista Marco Bonini.

Continua inoltre la collaborazione con TerraLenta Film Festival, che porta cortometraggi e mediometraggi sulle sfide climatiche e sulle loro conseguenze per i territori. È nuova, invece, l’alleanza con Pianeta Mare Film Festival, da cui nasce Pianeta Mare Film Lab, con cortometraggi girati con lo smartphone da giovani del territorio.

Due film, infine, guardano al Mediterraneo da punti di vista molto diversi. Sabato 24 alle 18 viene proiettato “Gaza Parkour” del regista Areeb Zuaiter, che racconta la “normalità” di un gruppo di ragazzi nella Gaza distrutta dall’invasione israeliana. Domenica 25 alle 15 è in programma “The Charcoal Makers of Ikaria Island (Oi karvouniarides tis Ikarias)” di Manos Arvanitakis, una storia di lavoro, emigrazione, identità e conflitti sociali tra i carbonai dell’isola greca di Ikaria. Per gli organizzatori, i due film servono a ricordare che il mondo va ben oltre il nostro sguardo. Le proiezioni sono gratuite, si tengono nella Chiesa dell’Annunziata ed è consigliata la prenotazione. Sinossi, orari e prenotazioni sono sul sito www.chimerafest.it.

I sapori

Per Chimera il cibo è uno dei modi più autentici per raccontare il Mediterraneo. In Campania, terra di approdi e di incontri tra popoli, ingredienti e ricette portano i segni di secoli di scambi, migrazioni e contaminazioni. La sezione Sapori porta questa cultura gastronomica dentro il festival con laboratori, degustazioni e racconti. I protagonisti sono artigiani, produttori e gastronomi che lavorano con materie prime locali, grani antichi e filiere corte, scegliendo produzioni rispettose dell’ambiente e di chi lo abita.

Nel borgo torna anche il Chimera Market, con produttori, produttrici, artisti, artigiani, case editrici e designer del territorio e non solo. Gli stand offrono esposizione, assaggio e vendita diretta, nel segno del “buono, pulito e giusto”, e danno spazio alle produzioni indipendenti.

Sul vino, il festival conferma l’alleanza con la Slow Wine Coalition, la rete internazionale promossa da Slow Food. Quest’anno, inoltre, vuole dare più spazio ai produttori del territorio, custodi di saperi e biodiversità, e alle nuove generazioni. Nasce così la collaborazione con Alta Campania Wine, che gestisce il punto vino in piazza del Duomo con i vini dei produttori aderenti. Debutta anche la collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, delegazione di Caserta.

I laboratori del gusto a Palazzo Uzzi

Palazzo Uzzi, nel cuore del borgo, diventa uno spazio dedicato alla cultura del cibo, con tre laboratori. Il primo, “Il caffè speziato, tra Napoli e il Mediterraneo”, è curato da Caffè Delizia dei Campi Flegrei. Nel secondo Otello Schiavon di Forno Greco racconta il pane e le radici del Mediterraneo con i grani antichi del territorio. Nel terzo la gastronoma Marlena Buscemi di Gastronomic Diet insegna la pasta fresca con le farine dell’azienda agricola Bio Lu. Buscemi presenta anche il suo format Galeotto Fud, un percorso di racconti sul Mediterraneo, sulle contaminazioni gastronomiche e sulla cultura dei luoghi.

Nelle cantine del palazzo, poi, Alta Campania cura un incontro con degustazione su “L’architettura del paesaggio viticolo, tra modelli di meccanizzazione e forme di allevamento tradizionali”. Chimera Fest, Slow Wine e Ais Caserta propongono invece una degustazione di vini e prodotti del territorio.

Gli allestimenti e l’immagine del festival

Anche gli spazi del festival raccontano il Mediterraneo come luogo di contaminazioni. Gli allestimenti nascono dall’incontro di frammenti: pannelli di risulta e scarti di lavorazione, sovrapposti, trovano un nuovo valore nell’insieme. È l’idea di ibridazione alla base dell’identità visiva di quest’anno, in nome di una sostenibilità concreta.

Il progetto Cantiere Chimera ha organizzato un laboratorio di autocostruzione guidato dalle architette Nadia Avezzano e Mariella Gentile. Volontarie, volontari e studenti del TOC2 del Politecnico di Torino hanno lavorato solo con materiale di recupero, grazie all’Accademia di Belle Arti di Napoli, al laboratorio C-Cubo, al laboratorio di scenografia Corto Circuito e alle donazioni di amiche e amici del festival.

Anche l’immagine è nata in modo collettivo. Nei mesi scorsi il pubblico ha disegnato la propria versione della chimera, l’animale mitologico simbolo del festival, attraverso un modulo online e alcuni laboratori sul territorio. I disegni, ognuno con le sue variazioni, sono diventati parte dell’identità visiva e saranno esposti durante il festival.

Chi organizza

Chimera Fest è un progetto di La Finestra Community Hub, promosso da Itinerari Paralleli ETS. La Finestra, che si definisce “il community hub più piccolo d’Italia”, è nata nel 2018 recuperando un’antica torre del borgo, l’ex ufficio postale abbandonato dagli anni Ottanta, grazie al bando “Cammini e Percorsi” del Demanio. Oggi è un presidio di cultura, comunità e promozione del territorio. Ospita un punto informazioni, un emporio di prodotti Slow Food e Slow Wine, libri, laboratori ed eventi. Con il sistema delle “chiavi sospese”, chiunque ne condivida i valori può proporre attività e usare lo spazio. Itinerari Paralleli ETS è un ente del terzo settore senza scopo di lucro. Progetta strategie di sviluppo territoriale e di comunità attraverso l’innovazione culturale e sociale e lavora soprattutto al Sud: dell’Italia, del Mediterraneo e del mondo. È l’associazione stessa a sostenere il festival con il proprio impegno e le proprie risorse. Per questo gli organizzatori invitano chi ama Chimera a contattarli e a sostenerlo, perché resti uno spazio di cultura, incontro e comunità.

Sostenitori, collaborazioni e rete

Chimera Fest 2026 è sostenuto da BPER: Banca, Vanessa Sound gruppo Expert, Pastificio Di Martino, PPG azienda poligrafica, Sygla, WAMI, SKOSSA, Garbata Spirits, Mastrototaro e Karma.

Collaborano al festival Associazione Alta Campania Wines, Slow Wine Coalition, Slow Food, Slow Food Caserta Terra di Lavoro, Ais Delegazione Caserta, Forno Greco, Pro Loco Casertantica, WWF Caserta, Villa Hirta, Libreria Pacifico, UICI Caserta, LiberaLibri, Arciragazzi, Università Luigi Vanvitelli, Politecnico di Torino, Terralenta Film Festival, Pianeta Mare Film Festival, Sustaria Festival, En Bas du Bat Festival, Green Culture, Blossom Studio, Ottantunocento, Comitato per Villa Giaquinto, Mutamenti TC14 e Didaxé.

Il festival fa parte della rete di European Network of Cultural Centers, European Creative Hubs Network, Anna Lindh Foundation, Perform Europe, European Festival Association, Sud Vivo, SPLAI – BDS, YA+K e Hyperlieux. A far vivere Chimera, ricordano gli organizzatori, sono soprattutto Bea, Sergio, Serena, Sara, Nadia, Alberto, Mariella, Alessia, Simone, Rosario, Antonio, Nino e Denise, con il supporto di moltissime persone

L’adesione alla campagna SPLAI

Chimera Fest si dichiara al fianco del popolo palestinese e ha aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (#SPLAI). «Abbiamo aderito alla campagna Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (#SPLAI) perché crediamo nella solidarietà attiva e rifiutiamo ogni forma di oppressione e discriminazione. Siamo una rete di oltre 600 SPLAI in tutta Italia, tra associazioni, sindacati, movimenti, attività produttive e commerciali, centri sociali e culturali e squadre di sport popolare e altri spazi, che sostengono la lotta del popolo palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza, contro tutte le complicità con il regime israeliano di colonialismo, occupazione e apartheid».

Informazioni pratiche

Chimera Fest si svolge dal 22 al 25 ottobre 2026 a Casertavecchia (Caserta), con ingresso gratuito. Il programma completo è su chimerafest.it e sul profilo Instagram chimerafest_. Per la stampa i contatti sono Serena Ferraiolo (serena.ferraiolo@gmail.com, 3391823389) e Sergio Galasso (s.galasso@itinerariparalleli.org, 3334048421).