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Comitini, il borgo dei tre musei: tra archeologia, epopea mineraria e l’alba del Tricolore

Dalla rocca di Calathansuderj alle miniere di zolfo: la storia del centro siciliano entrato nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia

Nel cuore della provincia di Agrigento, il comune di Comitini si distingue per un’offerta culturale articolata nei suoi Musei Civici, concepiti secondo i principi dell’ICOM come spazi dinamici di memoria, didattica e integrazione. Distribuiti all’interno degli storici Palazzo Baronale e Palazzo Bellacera, i tre percorsi museali accompagnano il visitatore dalla preistoria al Risorgimento fino all’era industriale.

L’intero patrimonio cittadino fa parte della Rete dei Musei Comunali della Sicilia promossa da ANCI Sicilia, network che mette in sistema oltre 230 strutture in più di 100 comuni per contrastare lo spopolamento delle aree interne e promuovere un turismo sostenibile.

Le tre sezioni espositive

  • L’Antiquarium e la Petra di Calathansuderj: Allestito a Palazzo Bellacera, custodisce i reperti archeologici del territorio legati alla Petra di Calathansuderj, una rupe calcarenitica alta 30 metri. La roccia ospita tombe a forno preistoriche e un complesso fortificato bizantino su quattro livelli (scavato nel VI secolo d.C. e utilizzato fino all’epoca normanna).
  • Il Museo di Storia Mineraria: Riconosciuto ai sensi del DM 451/2020, si snoda in tre sale espositive. Attraverso strumenti d’epoca, campioni di minerali e fotografie storiche, il museo documenta l’estrazione dello zolfo e il duro lavoro dei minatori e dei giovani “carusi”.
  • Il Museo del Tricolore: Nato in seguito alla concessione del titolo ufficiale di “Città” da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2018, narra le vicende del Risorgimento agrigentino. All’alba del 3 luglio 1859, la cellula patriottica guidata dall’avvocato Vincenzo Macaluso issò sulla cima della Petra la prima bandiera tricolore della provincia, dando vita a un moto insurrezionale poi represso dal governo borbonico.

La dichiarazione del Sindaco Luigi Nigrelli

Il primo cittadino di Comitini ha ribadito l’importanza della memoria storica e del lavoro di rete:

«Comitini custodisce un patrimonio minerario e culturale di inestimabile valore. Il Museo delle Miniere e le nostre collezioni non sono semplici luoghi di conservazione, ma rappresentano il cuore pulsante dell’identità cittadina e un motore di sviluppo per il territorio. Custodire la storia dei carusi significa onorare il sacrificio delle generazioni passate e trasformarlo in un’opportunità di futuro.

In questo percorso, l’adesione alla Rete dei Musei di ANCI Sicilia ha un’importanza strategica: nessun piccolo comune può vincere da solo la sfida dell’attrattività culturale. Fare sistema ci permette di superare l’isolamento, promuovere itinerari integrati e contrastare lo spopolamento offrendo ai visitatori un’esperienza autentica»