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“HERitage San Leucio”, il progetto sulla seta nasce il 16 ottobre

All’Opificio Menniti un percorso tra arazzi, installazioni, abiti e artigiani al lavoro per raccontare 250 anni di tradizione serica. La direzione creativa è di Stefano Chiassai

Il 16 ottobre, nel Real Sito di San Leucio, nasce “HERitage San Leucio”, un progetto culturale che riporta nel presente 250 anni di storia del territorio e della tradizione della seta. L’obiettivo è trasformare un patrimonio di manifattura e di visione sociale in nuovi linguaggi e nuove opportunità.

250 anni di seta a San Leucio

Nel 1776 Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo-Lorena fondarono sulla collina di San Leucio la Real Colonia. Era una comunità pensata per la produzione della seta, in cui manifattura, lavoro, istruzione e progresso sociale facevano parte di un unico progetto. Da allora il sapere è passato attraverso generazioni di maestri tessitori e famiglie manifatturiere, portando le sete di San Leucio nei grandi palazzi del mondo.

«San Leucio nasce da un’idea semplice e radicale: costruire una comunità in cui lavoro, conoscenza e dignità potessero crescere insieme. Qui la seta non fu solo una materia preziosa, ma parte di un progetto sociale che mise le persone, in particolar modo le donne, al centro di un nuovo modello di vita e di lavoro. E’ questa l’eredità da cui partiamo. Non per ripeterla, ma per tramandarne lo spirito», dichiara Giuseppe Menniti, fondatore di “HERitage San Leucio” e presidente della Fondazione Orizzonti.

 La direzione creativa di Stefano Chiassai

Il primo capitolo del progetto è curato da Stefano Chiassai, direttore creativo. Foulard, fichu, abiti, accessori e oggetti nascono dalle sete e dalle immagini della tradizione leuciana, con un linguaggio grafico contemporaneo fatto di motivi floreali, colori e riferimenti alle architetture del luogo. Il primo spunto è nato infatti durante una visita al Belvedere di San Leucio, da un bouquet dai colori intensi: da lì ha preso forma la trama floreale che dialoga con le arcate storiche e che è diventata il codice visivo del progetto.

«Il progetto nasce come piattaforma culturale nella quale seta, arte, moda, design e competenza manifatturiera dialogano per restituire contemporaneità a un patrimonio unico. La memoria diventa materia creativa; le architetture, i simboli e le suggestioni di San Leucio vengono attraversati e reinterpretati per generare nuovi segni, superfici e oggetti», spiega Chiassai.

Torna così anche il fichu, uno degli oggetti da cui nacque la produzione serica di San Leucio e accessorio simbolo delle corti europee del Settecento. Il progetto, inoltre, dedica alle donne un ruolo centrale e collega la creatività di oggi alla storia sociale della comunità leuciana.

Il percorso all’Opificio Menniti

Per l’occasione l’Opificio Menniti diventerà un unico spazio narrativo e immersivo. Grandi arazzi, figure scultoree, installazioni, fichu sospesi, abiti, tappeti e oggetti di design accompagneranno il visitatore dalla memoria al presente, fino al cuore della manifattura. Qui sarte, tagliatori, ricamatori, modellisti e artisti saranno al lavoro, mostrando il patrimonio più autentico di San Leucio: il sapere delle persone.

L’obiettivo del progetto è quindi anche guardare al futuro: generare cultura, ma anche lavoro, competenze e nuove opportunità, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne e alla trasmissione dei saperi alle nuove generazioni.