A Milano Elena Bucci porta in scena con Le Belle Bandiere lo spettacolo dedicato a Eleonora Duse, nato da una ricerca durata molti anni. Poi Brescia e Villastrada
Il 17 e 18 ottobre il Teatro Fontana di Milano ospita “Non sentire il male”, lo spettacolo dedicato a Eleonora Duse scritto e interpretato da Elena Bucci con Le Belle Bandiere. Attraverso lettere, scritti e testimonianze, Bucci si confronta con l’eredità dell’attrice che ha rivoluzionato la scena moderna: la tensione verso la libertà, un’arte vissuta nel corpo e la ricerca di un legame autentico con la vita.
Dopo Milano, lo spettacolo sarà al Teatro Mina Mezzadri di Brescia dal 7 al 10 gennaio e al Teatro Sociale di Villastrada, in provincia di Mantova, il 13 marzo.
Eleonora Duse, nata nel 1858 e morta nel 1924, fu attrice e capocomica. La libertà del suo modo di lavorare rivoluzionò il teatro del suo tempo. «Detestava le biografie, le autobiografie, i centenari e le commemorazioni. Per me, fu anche una grande donna perché lei ebbe coraggio», scrive Elena Bucci.
Storia di uno spettacolo lungo una vita
Il lavoro accompagna Bucci da molti anni. È nato quando l’attrice lasciò la compagnia del suo maestro Leo de Berardinis, con cui aveva lavorato per tutto il periodo bolognese, per cercare una strada personale. Le prime prove aperte si svolsero infatti nel Palazzo di San Giacomo a Russi, in Romagna, allora in stato di abbandono.
«Lo spettacolo è davvero scritto nel corpo, senza retorica, ed è questo che cercavo», racconta Bucci. Al centro c’è la Duse immaginata in un momento preciso: malata e sostituita da Gabriele D’Annunzio nella “Figlia di Iorio”, prende il copione e recita tutte le parti, davanti allo sguardo di Matilde Serao. «Ho attinto a lettere, scritti, testimonianze indirette che percorrono tutto l’arco della sua vita, ed il criterio di scelta è stato assolutamente personale, pur nel tentativo di comprendere e rispettare», spiega l’autrice. «E inevitabilmente, tentando di essere medium di qualcosa che si è molto amato, si parla di sé».
Lo spettacolo ha debuttato ai festival di Polverigi e Montalcino e a “Per antiche vie”, progetto ideato da Mario Martone per il Teatro di Roma e Rai Radio 3. Ne è nata poi una versione per Rai2, girata nel palazzo dove il lavoro era cominciato. Da allora, inoltre, ha replicato da Milano a Roma, da Mosca a Parigi, ad Asolo, nelle ville del Brenta, a Chioggia e in diversi luoghi di Venezia, compresa la Fondazione Cini sull’isola di San Giorgio, che custodisce i principali lasciti della Duse.
Le tre versioni
A ogni replica la scrittura scenica cambia secondo tre versioni: quella itinerante, che si può allestire all’aperto o al chiuso; quella per il teatro, con il disegno luci di Maurizio Viani; la versione concerto, con le musiche originali composte ed eseguite dal vivo dal pianista Andrea Agostini.
La cura del suono è di Raffaele Bassetti e Franco Naddei, l’assistenza al progetto di Nicoletta Fabbri e Gaetano Colella. Lo spettacolo è prodotto da Le belle bandiere, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Russi.

