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Omicidio Vassallo, Costa: «Nel 2027 una bicamerale»

Alla Camera dei Deputati l’anteprima nazionale del docufilm “Perché?” sul sindaco pescatore di Pollica, realizzato dai fratelli Dario e Massimo Vassallo. «Dopo 16 anni chiediamo verità e chiarezza»

«Nel 2027 mi impegno per la costituzione di una bicamerale che si interessi dell’omicidio di Angelo Vassallo». Lo ha annunciato il vicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa, a margine dell’anteprima nazionale del docufilm “Perché?”. Il film è dedicato alla vita e all’impegno politico del sindaco pescatore di Pollica, ucciso nel settembre del 2010.

La proiezione si è svolta nella Sala Matteotti della Camera, alla presenza dei fratelli Dario e Massimo Vassallo, presidente e vicepresidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore e autori del progetto. Erano presenti anche l’avvocato Gerardo Spira, storico segretario del sindaco, l’ingegnere Antonio Curcio e Anna Maria Mainenti. Dopo la proiezione si è tenuto un dibattito moderato dalla giornalista de Il Mattino Barbara Landi, sulla vicenda giudiziaria, sulla ricerca della verità e sul ruolo delle istituzioni.

 Il docufilm “Perché?”

Il docufilm nasce dalla volontà della Fondazione di raccontare Angelo Vassallo a partire dalla sua vita, dal suo impegno amministrativo e dalla sua visione del territorio, senza fermarsi alla sua morte. A sedici anni dall’omicidio, l’obiettivo è infatti riportare la vicenda al centro del dibattito pubblico e istituzionale.

«Abbiamo sentito il bisogno di realizzare questo docufilm perché ci troviamo in un momento critico di questo processo», ha dichiarato Dario Vassallo. «Il docufilm vuole essere uno sprono allo Stato perché faccia veramente lo Stato. Sono sedici anni che immaginiamo di fare qualcosa di professionale e di artistico sulla storia di Angelo e oggi siamo riusciti a portare questo racconto all’interno delle istituzioni».

Sull’annuncio di Costa, Dario Vassallo ha aggiunto: «Noi dobbiamo continuare a venire a Roma per sollecitare cose nuove e diverse, per cercare la verità e fare chiarezza. Non possiamo limitarci alle parate istituzionali». E ancora: «Speriamo di riuscire a portarlo su una piattaforma televisiva, affinché milioni di italiani possano conoscere quello che è stato fatto e quello che è accaduto».

Massimo Vassallo: «Un docufilm provocatorio»

Il film è stato girato ad Acciaroli. «L’idea nasce dalla volontà e dal desiderio di raccontare ancora una volta quest’uomo fantastico che è stato Angelo», ha spiegato Massimo Vassallo. «In questo momento abbiamo una necessità fondamentale: che lo Stato, le istituzioni e la Repubblica siano vicini alla Fondazione Angelo Vassallo e siano attenti a quello che accade durante il percorso processuale. La giustizia deve fare il suo corso. Non chiediamo favori, non chiediamo scorciatoie: chiediamo che chi dovrà valutare queste carte lo faccia in maniera obiettiva, senza essere influenzato da forze esterne».

«È un docufilm provocatorio, come lo siamo sempre stati», ha aggiunto, «perché quello che oggi viviamo ad Acciaroli, a Pollica e nel Cilento è profondamente diverso da quello che era il progetto di Angelo sul turismo, sullo sviluppo e sulla tutela del territorio». Secondo Massimo Vassallo, inoltre, si parla troppo poco dei problemi reali del Cilento, dal traffico e dal consumo di droga allo spopolamento dei piccoli centri. «Smettiamola di concentrarci soltanto sulle feste e sugli eventi e occupiamoci delle opere invisibili, come diceva Angelo: la viabilità, la sicurezza, le frane, la pulizia delle cunette e tutto ciò che serve realmente alle comunità».

Sergio Costa: «La politica deve dare risposte»

«Ho voluto che fosse presentato in anteprima nazionale a Montecitorio perché c’è bisogno di dare delle risposte», ha spiegato Sergio Costa. «La giustizia non ha ancora percorso tutta la sua storia, ma anche la politica deve assumersi la responsabilità di dare queste risposte, non soltanto in termini di giustizia, ma anche di visione politica».

«Montecitorio è il luogo per eccellenza dove questo deve avvenire», ha concluso Costa. «È il luogo della democrazia, dove si deve discutere e dove i partiti devono accettare di non avere una colorazione quando si parla di vicende come questa. Ognuno di noi deve interrogarsi non solo sul “perché” di Angelo Vassallo, ma sul proprio “perché”, davanti allo specchio della propria vita, e darsi le risposte che servono per il bene collettivo».