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PAC e caporalato, FLAI CGIL: «No alla cancellazione delle tutele»

A dieci anni dalla legge 199 contro il caporalato, Giovanni Mininni critica la decisione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea di eliminare la condizionalità sociale dal rinnovo del Trattato. Il 4 novembre la FLAI CGIL organizza un convegno sullo sfruttamento lavorativo in agricoltura

A dieci anni dalla legge 199 contro il caporalato, la FLAI CGIL esprime preoccupazione per la decisione del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea di eliminare la norma sulla condizionalità sociale dal rinnovo del Trattato. Alla vigilia del convegno dedicato al decennale della legge contro lo sfruttamento lavorativo, il sindacato dell’agroindustria definisce la scelta un passo indietro inaccettabile.

«La condizionalità sociale, conquista storica del sindacato, è stata introdotta nella PAC nel 2021 ed esprime un principio semplice: i fondi pubblici europei non devono finanziare chi sfrutta il lavoro», dichiara Giovanni Mininni, segretario generale della FLAI CGIL.

Secondo Mininni, l’eliminazione di questa norma consentirebbe di ricevere finanziamenti pubblici anche senza rispettare le disposizioni minime in materia di condizioni di lavoro, salute e sicurezza, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Il caporalato e lo sfruttamento lavorativo non rappresentano fenomeni marginali. Ogni anno incidono sulla vita di centinaia di migliaia di lavoratori, spesso migranti e stagionali.

A pagare le conseguenze sono anche le aziende che rispettano i contratti e le norme sulla sicurezza, costrette a confrontarsi con la concorrenza sleale di chi riduce i costi ed evade i contributi. Le morti causate dal caldo e gli infortuni nei campi evidenziano, inoltre, l’urgenza di rendere effettive le tutele già previste. Proprio su questi temi si concentrerà il convegno «10 anni della legge 199/2016. Contro lo sfruttamento e il caporalato: buone pratiche, criticità, prospettive», organizzato dalla FLAI CGIL il prossimo 4 novembre. L’iniziativa sarà un’occasione per ribadire l’importanza della tutela dei diritti dei lavoratori agricoli e della condizionalità sociale.

«Difendere la condizionalità sociale significa difendere la dignità di chi lavora la terra e porta il cibo ogni giorno sulle nostre tavole», conclude il segretario generale della FLAI CGIL, Giovanni Mininni.