Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Premio Letterario Nazionale Agrorinasce 2026, tutti i vincitori

A Casapesenna, in un bene confiscato, premiati quindici finalisti, da Pietro Perone a Carla Nicoletta

Libri che raccontano la camorra, storie di riscatto, impegno civile e le voci dei più giovani. Martedì 27 ottobre, al Centro di aggregazione giovanile “Rosario Livatino” di Casapesenna, sono stati premiati i quindici finalisti della seconda edizione del Premio Letterario Nazionale “Agrorinasce – Letteratura per il Sociale e la Legalità”.

La cerimonia si è svolta in un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla comunità. Tra chi ha consegnato i premi c’era anche Luca Abete, inviato di “Striscia la notizia”, applaudito da una sala piena di giovani, tra cui gli studenti del Liceo scientifico statale Segrè. Erano presenti anche le Forze di Polizia e le istituzioni locali. Al centro della giornata c’era il valore della cultura come strumento di consapevolezza e partecipazione, soprattutto per le nuove generazioni.

I vincitori

Nella Saggistica edita ha vinto Pietro Perone, redattore capocentrale del quotidiano “Il Mattino”, con “Giancarlo Siani. Terra nemica”. Al secondo posto Antonio Castaldo con “I diavoli dell’Averno”, al terzo Enzo Panizio con “La mafia è una montagna di emoji”. Nella Narrativa edita, invece, il primo premio è andato ex aequo a Pino Capuano, con “Un filo che resiste”, e a Giuliana Vitali, con “Nata nell’acqua sporca”. Seconda è arrivata Diana Bosnjak con “Che caos in via Babilonia”.

Nella Saggistica inedita ha vinto Giulio Saputo con “L’ultima rivoluzione dell’Occidente”, davanti ad Agnese Berardini con “Le cafone e le altre donne di Fontamara”. Nella Narrativa inedita il primo premio è andato a Nicola Sguera con “Corpo a rendere”. Al secondo posto, ex aequo, Ilenia Pasquetti con “Pane di carne e dolore” e Giuseppe Mascolo con “Le ombre di San Vito al Monte”. Terza Maria Usiello con “Le cozze del diavolo”.

La sezione Narrativa inedita Giovani, infine, ha premiato Carla Nicoletta per “Il processo”, seguita da Ilaria Cioffo con “Al di là dell’orizzonte” e da Carmine Piccolo con “Una vita di illusioni”. Una menzione speciale è andata a Federico Ghidinelli e Lucas Prati per “I 10 dottori”.

Ogni vincitore delle quattro sezioni principali riceve mille euro, quello della categoria Giovani 500 euro. Il premio è promosso da Agrorinasce con il Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Terra Somnia Editore, con il patrocinio della Direzione generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania.

Luca Abete: basta con la retorica

Luca Abete ha messo in guardia dalle parole che non sono accompagnate dai fatti. «Non mi piace la retorica della legalità, fatta di parole che volano e non atterrano mai. Iniziative come questa, invece, arrivano nelle menti, nei cuori, nei gesti, nelle azioni e nelle prospettive di un territorio che ne ha bisogno», ha detto. La sua speranza è che un giorno non ci sia più bisogno di appuntamenti come questo, perché la legalità sarà così diffusa da non doverla continuamente ricordare.

Gli interventi di Agrorinasce e delle istituzioni

Per Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, la partecipazione di autori e ragazzi conferma che la letteratura sa affrontare temi sociali e civili cari all’agenzia, che spesso non ricevono la giusta attenzione a livello nazionale. Allucci è però convinto che il pubblico sia sempre più sensibile a questi temi. Il concorso, ha sottolineato, promuove la cultura con un’attenzione particolare alla legalità e alle questioni sociali.

Secondo la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, il premio ha raggiunto l’obiettivo di rendere più vicini i temi dell’impegno sociale attraverso la scrittura. La letteratura, ha osservato, non può essere solo intrattenimento, ma può far emergere questioni e valori fondamentali. Il fatto che la cerimonia si sia tenuta in un bene confiscato, inoltre, ha dato ulteriore significato all’iniziativa.

La sindaca di Casapesenna, Giustina Zagaria, ha ricordato il valore simbolico del Centro “Rosario Livatino”: «Confiscare un bene non basta, bisogna restituirlo alla comunità, soprattutto ai giovani, perché diventi uno spazio di aggregazione e crescita». Per la sindaca, infatti, la restituzione sociale è uno dei risultati più importanti dell’azione dello Stato. Carmen Ventrone, delegata dell’Ufficio scolastico regionale per la Campania, ha parlato invece del ruolo della scuola nel formare le coscienze e nel diffondere il rispetto delle regole. Le storie raccontate dai libri, secondo Ventrone, possono aiutare i giovani a vivere la legalità come scelta quotidiana e non come principio astratto.

Il caffè letterario e la giuria

Nel Centro c’è anche il caffè letterario “Artespressa”, gestito dalla cooperativa MaeditActio. La presidente Elisabetta Reccia ha ricordato che la struttura è nata per offrire ai giovani un luogo aperto a tutti, dedicato all’arte e alla cultura, che contribuisce a dare una nuova funzione a un bene sottratto alla criminalità.

Dal confronto sulle opere, poi, è emersa una maggiore varietà di temi. Luca Frassineti, docente di Letteratura italiana all’Università Vanvitelli, ha notato rispetto alla prima edizione un’apertura più ampia verso argomenti che non riguardano solo il racconto del male. Giuseppe Fragna, medico ed esperto di poesia e letteratura, ha citato le storie di lotta per la vita e contro gli abusi, ma anche i saggi sull’Europa in un periodo segnato dal ritorno di nazionalismi ed estremismi.

Per Lucia Monaco, docente dell’Ateneo Vanvitelli, l’iniziativa va oltre i confini locali e dimostra una richiesta di legalità che nasce anche dal basso. Monaco ha proposto inoltre di rafforzare la collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza, che ha una nuova biblioteca dedicata all’inclusione, per portare i libri del premio in altri contesti e organizzare letture per i ragazzi.

Paolo Miggiano, direttore editoriale di Terra Somnia Editore, ha sottolineato la crescita della qualità delle opere e della partecipazione degli autori. Nelle prossime edizioni, secondo Miggiano, potrebbero servire spazi più grandi per un pubblico in aumento. Biagio Del Prete, viceprefetto vicario di Caserta, ha ricordato il valore della cultura come primo messaggio di legalità e l’importanza della lettura quotidiana per tradurre i principi in comportamenti concreti.

Il direttore scientifico del premio, Alfonso Reccia, ha spiegato che le opere in concorso hanno affrontato soprattutto camorra, sfruttamento e impegno civile, ma anche questioni più ampie come il futuro dell’Europa. L’obiettivo, ha concluso, è rendere legalità e impegno sociale temi vicini a tutti, anche ai giovani che non trovano nella letteratura il loro primo interesse.