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“La Scuola di Pompei”, sei tirocini sul campo per giovani studiosi

Il Parco Archeologico rilancia il progetto di Giuseppe Fiorelli con una rete di atenei italiani: sei tirocini sul campo dedicati a “Gli animali di Pompei”, candidature entro il 22 novembre

Il Parco Archeologico di Pompei riprende il sogno di Giuseppe Fiorelli, considerato uno dei più illuminati direttori degli Scavi: fare della città antica un grande laboratorio di formazione e ricerca sul campo. A oltre 150 anni da quell’intuizione nasce così “La Scuola di Pompei”, un progetto sviluppato insieme agli atenei italiani per offrire a giovani studiosi un’esperienza di alta formazione direttamente nel contesto archeologico pompeiano.

Nel 1866 Fiorelli fondò a Pompei la prima “Scuola di Archeologia”, poi nota come “Scuola di Pompei”, con l’obiettivo di trasformare il sito in un luogo privilegiato per la formazione dei giovani archeologi. L’esperienza, tuttavia, ebbe vita breve per la scarsità di risorse, strutture e allievi. L’archeologo Fausto Zevi, soprintendente di Pompei dal 1977 al 1982, la definì un’«eccezionale occasione» formativa, accompagnata dall’«amara […] certezza di una grande occasione perduta».

Quell’esperienza nasceva nel clima dell’archeologia europea dell’Ottocento, segnato dalla nascita di grandi istituti di ricerca nei principali centri del mondo classico. La stessa aspirazione avrebbe portato, nel 1909, alla fondazione della Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Un campus nell’area di San Paolino

Oggi il progetto del Parco per un campus nell’area di San Paolino permette di riprendere e attualizzare l’intuizione di Fiorelli. Biblioteca, foresteria, deposito-laboratorio e spazi per la ricerca e le mostre temporanee formeranno infatti il nucleo della nuova Scuola di Pompei, pensata come luogo permanente di alta formazione. L’obiettivo è fare di Pompei non soltanto un luogo da studiare, ma un luogo dove si impara a studiare l’archeologia.

«La nostra Scuola di Archeologia non è in concorrenza con quelle di dottorato o di specializzazione, come lo era 150 anni la Scuola di Fiorelli, ma è ad esse strettamente complementare: proponiamo un’esperienza diretta sul campo per applicare la teoria alla realtà della città antica. Con questo programma vogliamo consolidare il ruolo di Pompei come riferimento internazionale per la ricerca e la formazione, offrendo ai giovani un’opportunità straordinaria: lavorare a stretto contatto con il patrimonio archeologico, i dati della ricerca, i cantieri e le professionalità che operano quotidianamente nel Parco», dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.

Sei tirocini su “Gli animali di Pompei”

Nel primo anno il programma sarà dedicato al tema “Gli animali di Pompei”, che sarà anche al centro della prossima mostra del Parco. I corsisti, inoltre, parteciperanno alle attività di valorizzazione, compresa l’ideazione di mostre temporanee: il percorso andrà così dallo studio dei reperti alla restituzione dei risultati al pubblico.

Sono previsti sei tirocini curriculari per iscritti a corsi di specializzazione o dottorato in università italiane, nelle discipline di Archeologia, Restauro, Museologia, Storia, Filologia classica, Biologia, Archeozoologia, Storia dell’Arte e settori affini. Il tirocinio si svolgerà in presenza al Parco, indicativamente tra marzo e aprile 2027, per un impegno di 150 ore in due mesi, preceduto da un incontro preparatorio di tre giorni. Su richiesta i partecipanti potranno alloggiare nella foresteria del Parco e, al termine, ciascuno riceverà un’indennità di 700 euro.

Come candidarsi

Le candidature vanno inviate entro il 22 novembre 2026 via pec all’indirizzo pa-pompei@pec.cultura.gov.it. Prima di presentare domanda, gli interessati devono verificare con il proprio ateneo la compatibilità del tirocinio con il piano di studi. Requisiti, documenti e criteri di selezione sono indicati nel bando integrale, pubblicato sul sito del Parco. Per chiarimenti si può scrivere a pompei.didattica@cultura.gov.it, entro 15 giorni dalla scadenza.