Oltre cento ospiti dall’Italia e dall’estero, tre comuni protagonisti e una grande partecipazione di pubblico
Tre giorni di incontri, esperienze culturali, musica e tradizioni, con oltre cento ospiti provenienti dall’Italia e dall’estero. Si è conclusa con una grande partecipazione la seconda edizione dell’“Arbëria Digital Fest”. Dal 23 al 25 ottobre 2026 ha coinvolto Carfizzi, San Nicola dell’Alto e Pallagorio in un progetto condiviso di valorizzazione dell’identità arbëreshe.
Promosso da Fili Meridiani APS, il festival ha riunito rappresentanti istituzionali, studiosi, imprenditori, artisti, associazioni e giovani. Le presenze sono arrivate anche da Albania, Kosovo, Macedonia del Nord, Francia e Belgio. L’appuntamento ha intrecciato la salvaguardia della lingua e delle tradizioni con turismo esperienziale, innovazione digitale, cooperazione internazionale e sviluppo delle aree interne.
Tramandare, Attrarre, Generare: tre parole hanno accompagnato la manifestazione. Delineano una visione dell’Arbëria non soltanto come patrimonio da custodire, ma come comunità capace di costruire relazioni e nuove opportunità.
Carfizzi, un ponte tra Arbëria, Albania e diaspora
La prima giornata, venerdì 23 ottobre, si è svolta a Carfizzi, con un confronto dedicato ai rapporti tra le comunità arbëreshe, i Balcani e la diaspora albanese. Ad aprire e moderare i lavori è stata Ursula Basta. Dopo gli inni nazionali italiano e albanese e le note di Lule Lule, il presidente di Fili Meridiani Ettore Bonanno ha accolto gli ospiti. La proiezione del documentario “COHA – Visioni d’Oriente in Arbëria” ha introdotto i temi dell’identità, della memoria e dei legami culturali con il mondo balcanico.
Il sindaco Mario Amato ha richiamato l’importanza della collaborazione tra i comuni arbëreshë. Anna Madeo, Console Onorario della Repubblica d’Albania in Calabria, ha illustrato prospettive e progetti di cooperazione. Al centro del confronto anche le nuove generazioni della diaspora, con Lirim Krasniqi, che ha presentato “OriginAL”, il progetto che permette ai giovani di origine albanese di riscoprire i territori delle proprie famiglie. Gjovani Cinari, dell’Albanian Business Network, ha raccontato il valore delle reti tra professionisti e imprenditori albanesi.
Significativa la testimonianza di Zamira Gjeleshi, docente del Ginnasio Fiqiri Dine di Maqellarë, che ha sottolineato il ruolo dell’educazione nel costruire legami tra le nuove generazioni. Dal ginnasio albanese è arrivato anche un dono simbolico a Fili Meridiani: una stella denominata Arbëria. Spazio all’audiovisivo come strumento di valorizzazione delle minoranze linguistiche con Emanuele Galloni, legato al progetto “Matrice Arbëreshe”, e all’accoglienza con Francesco Vizza, presidente della Cooperativa Agape.
La serata ha restituito il volto della tradizione carfizzota, con la serenata carfizzota, i Cantori Arbëresh di Carfizzi e la voce della maestra Mariannina Leonetti. Non è mancato il saluto dello scrittore Carmine Abate, nel contesto del Parco Letterario a lui dedicato. A completare l’esperienza, una degustazione del Gin Arbëresh Asturi e dei vini arbëreshë di Tenuta Renda, esempi di valorizzazione delle produzioni identitarie e di promozione territoriale.
San Nicola dell’Alto, le tradizioni diventano opportunità
Sabato 24 ottobre il festival ha fatto tappa a San Nicola dell’Alto, con l’incontro “Territori che attraggono”, dedicato alle prospettive delle aree interne attraverso turismo, produzioni locali e imprenditoria. Ad accogliere gli ospiti è stato il gruppo folkloristico Oreste Ventrice, premiato per i suoi 70 anni di attività, testimonianza di un lungo percorso di tutela delle tradizioni arbëreshe.
Il confronto, moderato da Fabio Spadafora, si è aperto con l’intervento in lingua arbëreshe della vicesindaca Tiziana Basta, che ha sottolineato il valore della lingua come elemento fondamentale dell’identità culturale. Angelo Astorino, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Crotone, ha approfondito il ruolo dell’impresa nello sviluppo dei territori.
A seguire, le esperienze di:
- Franca Ruggiero e Pina Valente, protagoniste del racconto delle “Nonne d’Arbëria” e delle produzioni artigianali del Salumificio San Cristoforo;
- Gennaro De Fazio, ideatore di Gin Asturi, presentato come il primo gin arbëresh;
- Diletta Iocca, impegnata nella valorizzazione dell’olio e delle produzioni locali.
Il turismo esperienziale è stato al centro degli interventi di Salvatore Franco, guida ambientale del Pollino, e Pajtim Vranici, di Dibra Explorer. Cristian Zuin, di Protur Media, e Francesco Biacca, del Festival dell’Ospitalità, hanno completato il confronto sulle nuove forme di narrazione e accoglienza turistica. La mattinata è proseguita con un buffet offerto dall’Amministrazione comunale e una visita guidata al Museo della Civiltà Contadina, al centro storico e alla Pizzuta, punto panoramico del paese.
Pallagorio, una grande festa tra cultura, gastronomia e musica
Nel pomeriggio di sabato il festival si è spostato a Pallagorio, coinvolgendo un pubblico numeroso in un programma di storia, arte, gastronomia e musica. Dalla visita alle campane arbëreshe, curata dalla Pro Loco Ofelia Giudicissi, all’“Arbëria Experience”, condotta da Alessandro Frontera insieme ai Mystery Hunters, il pubblico ha potuto approfondire il patrimonio storico e le radici bizantine della cultura arbëreshe. Il percorso è stato arricchito dalle incursioni musicali dei Tarant Bau di Plataci, dalla riscoperta delle bambole tradizionali Pupugheji con Carmela Fazio e dalla scoperta dei murales e degli Ori Arbëresh La Pietra.
Con l’arrivo della sera, viale Carmine, vestito di rosso e nero, si è trasformato in una grande festa popolare. La “Sagra della Podolica”, con le specialità della Macelleria Scigliano e i dolci della pasticceria The Best Momenti, ha valorizzato le eccellenze gastronomiche locali. Sul palco si sono alternati il cantastorie arbëresh Marco Moccia, gli Ajri i Lumit, gruppo di ricerca musicale di San Martino di Finita, e i Tarant Bau, che hanno coinvolto il pubblico tra musica e danze.
Grande partecipazione alla “Dromësat Challenge”, dedicata alla preparazione dal vivo della pasta benedetta degli arbëreshë, con Rosina Marra, Raffaella Bossio e Stefania Demasi e la partecipazione di Alessia Sisca, presidente di Slow Food Crotone. La serata, condotta da Carmelina Mele, si è conclusa con “Arbëria Remix”, il DJ set di Salerno DJ. Durante la giornata, il MUZÉ – Spazio Arbëria ha accolto numerosi visitatori. Significativa anche la presenza del sindaco di Dibra e Madhe, Fisnik Mela, giunto dalla Macedonia del Nord con una delegazione municipale.
“Arbëria Next”, i giovani immaginano il futuro
Domenica 25 ottobre, la giornata conclusiva si è aperta a Pallagorio con “Arbëria Next”, un laboratorio che ha coinvolto i giovani arbëreshë nella costruzione di idee e proposte per immaginare il futuro delle comunità nei prossimi dieci anni.
Il confronto è proseguito con il professor Franco Altimari, dell’Università della Calabria, e Nicola Bavasso, giornalista e conduttore di RAI Calabria Arbëreshe, sul rapporto tra lingua, memoria e nuovi linguaggi della comunicazione. Sono intervenuti anche Noè Andreano, sindaco di Casalvecchio di Puglia, Filippo Quinto Tocci, sindaco di San Basile, e Franco Amendola, direttore della Banda del Distretto Arbëresh, portando testimonianze sul valore delle relazioni tra le comunità arbëreshe italiane. Il pranzo comunitario ha rappresentato un ulteriore momento di incontro tra ospiti, associazioni e cittadini.
“Open Arbëria”, la street art racconta i borghi
Nel pomeriggio è stato inaugurato “OPEN ARBËRIA – Street Art Arbëreshe”, il progetto che ha trasformato alcune porte del centro storico di Pallagorio in opere dedicate alla memoria e ai simboli identitari. Protagonisti gli artisti Michele Giudicissi, Carmelina Mele, Giuseppe Caruso e Luigi Perna, insieme ai bambini del laboratorio creativo di Fili Meridiani.
L’inaugurazione è stata accompagnata dai canti degli Ajri i Lumit, che hanno interpretato “Kostantini i Vogëlith”, una delle narrazioni della tradizione arbëreshe.
Imprese, media e diaspora: le prospettive dell’Arbëria
L’incontro conclusivo dedicato all’“Arbëria che verrà” ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e culturale. Sono intervenuti Giorgio Franzese, di Italbacolor e presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Cosenza, Massimo Fedele, direttore della sede RAI di Cosenza, e Umberto Lorecchio, sindaco di Pallagorio. Al centro del confronto, il ruolo delle imprese, dei media e delle istituzioni nella costruzione di nuove opportunità per i territori.
Importante anche il contributo delle associazioni ALEA Francia e VLERA Belgio, che hanno portato l’esperienza della diaspora arbëreshe europea. Nel corso dell’incontro è stato conferito un riconoscimento a Carmela Fazio, per il suo impegno nella custodia e trasmissione delle tradizioni popolari.
Ettore Bonanno: costruire un ecosistema Arbëria tra cultura, reti e intelligenza artificiale
A tracciare le prospettive future del festival è stato Ettore Bonanno, presidente di Fili Meridiani APS. Ha rilanciato la visione di un’Arbëria sempre più connessa, capace di costruire un ecosistema culturale, sociale ed economico.
L’obiettivo è creare reti stabili tra comunità arbëreshe, imprese, associazioni, istituzioni e nuove generazioni, rafforzando le relazioni con Albania, Kosovo, Macedonia del Nord e diaspora internazionale. Una prospettiva che guarda con decisione all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie, considerate strumenti per salvaguardare la lingua arbëreshe, digitalizzare il patrimonio culturale, innovare il racconto dei territori e generare nuove opportunità. Per Fili Meridiani, il futuro dell’Arbëria passa dalla capacità di superare la frammentazione delle singole iniziative e costruire un sistema condiviso di competenze, progetti e relazioni. Non si tratta soltanto di custodire il passato, ma di trasformare le radici in una risorsa per il futuro.
Musica e tradizioni per il gran finale
A chiudere la seconda edizione è stato il concerto di Enzo Iovine e Pietro Curci, tra sonorità contemporanee e identità arbëreshe. La manifestazione si è conclusa con la preparazione dei tradizionali Culumolli da parte delle donne di Pallagorio, in un ultimo momento di condivisione e convivialità.
Un impegno condiviso per il futuro dell’Arbëria
Un ringraziamento particolare va alla Fondazione Carical e al suo presidente Giovanni Pensabene, per il sostegno alla seconda edizione dell’“Arbëria Digital Fest”.
Fondamentale la collaborazione delle Amministrazioni comunali di Carfizzi, San Nicola dell’Alto e Pallagorio, guidate rispettivamente dai sindaci Mario Amato, Luigi Rizzuti e Umberto Lorecchio. Hanno contribuito alla realizzazione di un evento diffuso e condiviso tra le tre comunità. Un sentito ringraziamento anche all’Istituto Comprensivo Verzino-Melissa, alla Dirigenza scolastica e al personale, per la disponibilità e la preziosa collaborazione nell’organizzazione delle attività del festival.
Fili Meridiani APS ringrazia inoltre tutti coloro che hanno sostenuto e contribuito alla riuscita della manifestazione: sponsor, partner, aziende, volontari, enti e organizzazioni, relatori, musicisti e artisti, insieme alle comunità che hanno partecipato con entusiasmo alle tre giornate. Un ringraziamento speciale va al gruppo di lavoro di Fili Meridiani, che con impegno, passione e dedizione ha reso possibile una manifestazione capace di unire territori, persone e progettualità.
Tre giorni, tre paesi, oltre cento ospiti e un’unica visione: un’Arbëria capace di fare rete, valorizzare le proprie radici e affrontare le sfide dell’innovazione.

